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                                                                       Battlefield 2

 

 

                                                                                    

 

Il futuro dei giochi di guerra online è già qui. Battlefield 2, infatti, minaccia di mandare in pensione i concorrenti, inclusi i suoi due predecessori dedicati alla seconda guerra mondiale e a quella del Vietnam, presentandosi come l'FPS online “definitivo”. Forte di una grafica che si confronta senza pudori con la migliore concorrenza, di un sonoro che include un sistema di comunicazione vocale integrato, e di un parco mezzi e armamenti che fa invidia al catalogo Jane's del Dipartimento della Difesa USA, il titolo DICE rappresenta, per gli appassionati di guerre virtuali, un'esperienza immersiva e coinvolgente come mai prima d'ora. Il gioco che eredita i molti pregi dei primi due capitoli, aggiungendo però diverse nuove feature innovative, permette, stavolta, d'indossare la tuta mimetica di un marine degli Stati Uniti, di un soldato della Cina Popolare o di un fedayn della Coalizione Mediorientale (MOC), impegnato in scontri all'ultimo sangue sullo sfondo di un fin troppo verosimile inizio del Ventunesimo Secolo.
Armi e mezzi disponibili sono ricalcati con fedeltà da quelli in dotazione agli eserciti moderni, con qualche sorpresa inaspettata (chi avrà venduto dei gipponi Iveco VM90 ai Cinesi?). Il giocatore può scegliere tra sette diversi kit d'armamento per ciascuna nazione. Sono presenti l'assaltatore, il mitragliere, il geniere, il medico, il soldato delle Forze Speciali, lo specialista anticarro e il tiratore scelto. Quest'ultimo, a dire la verità, ha perso gran parte del suo smalto, privato della capacità di fungere da avvistatore avanzato per l'artiglieria e d'effettuare “single shot kills”. La cosa non potrà che fare piacere a quanti, me compreso, hanno sempre provato un odio atavico per i “camper”, appiattati per tutta la partita a dominare le strozzature della mappa o i punti di respawn, armati di fucile da cecchino.

I kit sono comunque tutti ben equilibrati tra di loro e la possibilità per medici e genieri di curare o riparare tutto ciò che si trova in un'area circostante, anche restando a bordo di veicoli, rende finalmente appetibili questi ruoli spesso negletti. La stessa varietà vige tra i veicoli, che spaziano dalle spassose buggy irte di mitragliatrici stile Delta Force, ai pachidermici tank M1 Abrams o T72. Non mancano mezzi nautici e aerei, dagli elicotteri d'assalto, micidiali nelle mani giuste, ai jet da combattimento, veri signori del campo di battaglia. Anche in quest'ambito, comunque, la presenza di molteplici posizioni fisse di lanciamissili terra-aria e controcarro in giro per la mappa, rende il confronto sempre equilibrato, al punto che talvolta, specie nelle anguste locazioni urbane, ci sentiremo più sicuri a procedere a piedi, piuttosto che a bordo di un mostro cingolato da sessanta tonnellate. Le mappe disponibili, in attesa di mod e add-on annunciati, sono 12, ma il loro numero va necessariamente triplicato, visto che ciascuna di esse viene modificata in automatico, nelle dimensioni e nel numero dei punti di respawn, a seconda che alla partita partecipino 16, 32 o 64 giocatori. E' presente la sola modalità conquest, quella che peraltro ha reso memorabili gli scontri in rete sui server dei precedenti capitoli della serie. Niente deathmatch o capture the flag, a confermare una logica di gioco improntata sull'approccio tattico di squadra. L'intento del team di sviluppo d'imprimere una vera e propria svolta evolutiva alla comunità degli FPS di massa è confermata dalle nuove feature di comando incluse nel gameplay.

Battlefield 2, infatti, prevede la possibilità di ciascun giocatore di creare una squadra di combattimento fino a sei elementi, o di unirsi ad una già costituita, accedendo ad un canale di comunicazione vocale dedicato ai membri della stessa. In questo modo, viene a crearsi una sorta di “cameratismo” immediato, che facilita, al di là dei soliti menu di comandi e risposte predefinite, lo sviluppo sul campo di una tattica cooperativa, proprio come nella realtà. Il salto di qualità, però, è costituito dalla presenza della figura del comandante, talmente innovativa da meritarsi un box dedicato. Un approccio simile, ovviamente, è favorito dalla partecipazione di giocatori collaborativi, pronti a “giocare di ruolo”, oltre che collezionare frag in giro per la mappa. La presenza su un dato server, al contrario, di gruppetti di lamer piantagrane ed individualisti, potrebbe rovinare un bel po' dell'atmosfera, in assenza di un sistema che obblighi il giocatore a far parte di una squadra, invece di lasciarlo libero di scegliere, e della possibilità di censire e rintracciare in rete gli amici abituali, o magari solo i giocatori con cui ci si è trovati bene in precedenza. Peraltro, l'implementazione di un sistema premiante di crescita del profilo di ciascun giocatore, al di là della distribuzione di gradi e medaglie puramente decorativi, tende a premiare i giocatori più abili, facilitati nell'accesso ai ruoli di comando.

BF2, insomma, rappresenta davvero un must per appassionanti e neofiti del genere, capace di catturare l'attenzione, e di catturare ogni briciola del nostro tempo libero, per mesi e mesi. Ad un comparto grafico quasi ineccepibile, fa da contraltare un'ottima implementazione sonora. Gli effetti di armi e mezzi suonano realistici come mai prima d'ora, specialmente alle orecchie di quanti, come il sottoscritto, hanno un po' d'esperienza maturata “sul campo”. Manca la colonna sonora vintage di Battlefield Vietnam, purtroppo, sostituita da dimenticabili musichette stile orientale o arabeggiante, a seconda degli scenari. BF2, d'altronde, non è certo il tipo di gioco che vuole farsi ricordare per le musiche.
Tanta qualità, però, ha il suo prezzo. BF2, infatti, è riservato ai fortunati possessori di macchine potenti, dotate di hardware d'ultima generazione, specialmente se si vuole godere di una risoluzione grafica che ci faccia apprezzare in pieno i virtuosismi dei programmatori. Su una macchina con un processore da 3,2 GHz, 1 Gb di Ram e una ATI 9600 da 256 Mb ho avuto qualche difficoltà ad alzare la risoluzione oltre i 1024x768 pixel. Per fare di meglio, ci vorrebbe un computer ninja e abbastanza RAM da zavorrarci uno Zeppelin. Parziale giustificazione a tutto ciò può ravvisarsi nell'enormità delle mappe e nel numero di giocatori gestiti in ogni partita ma, data la natura online del gioco, che facilita il formarsi attorno ad esso di una comunità persistente, avrei preferito rinunciare a qualche fronzolo grafico, in cambio di un'accessibilità del titolo anche agli utenti di fascia più bassa.
Stesso discorso vale per la connessione internet. Riservato agli utenti di collegamenti a banda larga, BF2 soffre non poco con le connessioni più lente e dà il suo meglio, in termini di fluidità, in LAN o con collegamenti “Mega”. Note dolenti a parte, comunque, il titolo DICE rappresenta il punto di svolta nel mondo degli FPS online, allo stesso modo in cui World of Warcraft e Guild Wars stanno rivoluzionando l'universo dei MMORPG. Non provarlo, per chiunque sia anche solo vagamente interessato al genere, a patto di possedere una macchina all'altezza, sarebbe un peccato imperdonabile. Ci vediamo sui server!                                      

                                                    Battlefield 2142

                                                                                     

 

 

La saga di Battlefield, come molti di voi sapranno, trae origine dalla necessità di evolvere la dinamica degli sparatutto 3D on-line verso un più divertente e pratico utilizzo di mezzi bellici che non siano limitati al fido M16. Nasceva così Battlefield 1942, che trasse il suo successo dall'enorme quantità di modificazioni che vennero sviluppate. La saga proseguì col recente Battlefield 2, che non narrava più della seconda guerra mondiale ma era ambientato in uno scenario decisamente più moderno: la guerra al terrorismo. Sullo stesso motore, e con buona parte delle dinamiche, vede l'esordio questo Battlefield 2142, naturale evoluzione, non solo temporale.

L'effetto serra, che anche oggi mostra preoccupanti anticipazioni, porterà la terra nel 2142 a una brutale glaciazione tale da rendere le zone abitabili mete della maggior parte della popolazione terrestre, innescando una terribile migrazione alla rovescia. Essendo esse limitate, è ovvia l'equazione drammatica di cinica puntualità: molti moriranno, pochi privilegiati sopravviveranno.
Ecco servito il pretesto bellico scatenante, dove l'unione europea dovrà vedersela con una coalizione pan asiatica per il controllo, appunto, delle zone abitabili rimanenti.
Lo scontro sarà supportato da una serie di apparati bellici estremamente tecnologici, come carri armati con celle magnetiche che ne sosterranno il peso, o Mech dalle devastanti potenzialità offensive, ma non privi di efficaci contromisure passive, per finire nell'arma di comando suprema, il Titan, di cui parleremo diffusamente in seguito.

Pur supportato da una primitiva modalità single player (con la sola presenza di Bot senza una vera e propria campagna), Battlefield 2142, deve il suo gustoso gameplay in gran parte alla componente on-line, sposando una vena rpg che pur distanziandolo nettamente, lo fa assomigliare più dei predecessori a un MORPG.
Questo perché delle 7 classi di cui era composto Battlefield 2, ne sono rimaste solo 4 (geniere, marines, supporto e cecchino) ma racchiudono in esse tutte le abilità che avevamo saputo apprezzare delle 7 citate.
Avremo quindi un marines che saprà curare i feriti, un geniere che riparerà i mezzi, ecc.. semplificando forse il concetto di specializzazione ma rendendo più fluido il comando dell'azione senza dover cercare l'uomo giusto per compiti troppo specifici.
Chi prenderà il controllo dell'azione, ruolo chiave in questa produzione, potrà gestire la squadra in maniera più intuitiva, con la possibilità, se non si sarà troppo contenti dell'operato, di un rapido ammutinamento.
Abbiamo citato una componente RPG, di cui non abbiamo ancora parlato: ebbene, con l'obbligo di registrazione di un profilo, come la più classica avventura on-line che consente uno sviluppo geometrico del personaggio, anche

Battlefield sposa questa filosofia.
L'esperienza sul campo, nei server ranked, verrà premiata con gradi di comando più elevati, la possibilità di sbloccare armi e una maggiore resistenza ai danni, o una più marcata efficacia nell'infliggerli: questo potrebbe scatenare squilibri, ma l'esperienza che ne abbiamo tratto, invece, rende più qualificata la sfida, avendo la possibilità di sapere prima contro chi combatteremo.
Ovviamente il più alto di grado sarà colui che presumibilmente prenderà il comando, noi soldati semplici non dovremmo far altro che seguire le sue disposizioni per svolgere micro missioni che, se completate, ci daranno punti utili al nostro sviluppo.
Tutto questo è studiato per rendere meglio nella modalità Titan, che necessita di un certo coordinamento per risultati appaganti.

La modalità Conquest la conosciamo fin da BF1942, e sostanzialmente risulta in un evoluto cattura la bandiera che sposta il fronte dell'azione sempre nell'ultima zona conquistata, o in caso di avanzamento nemico, di difesa dell'ultimo avamposto ancora in nostro possesso.
Più bandiere saranno conquistate e difese, più velocemente i punti nemici (200 inizialmente) scenderanno, conquistando tutte le bandiere si otterrà una vittoria immediata. La vera novità di questo videogioco è la gustosa modalità Titan. Innanzitutto cosa sono i Titan? Enormi navicelle orbitanti di comando difese da un campo energetico. L'azione, in questa modalità, si svolge in due fasi distinte, necessario sarà un certo coordinamento: prima di poter abbattere un Titan si dovranno distruggere gli scudi che lo proteggono, per fare questo a terra si trovano 5 postazioni missilistiche tattiche, che con un regolare countdown lanceranno sulla nave nemica una testata, conquistandole tutte non si vincerà la partita ma solo un più veloce abbattimento dello scudo nemico.

Una volte resa la nave vulnerabile si potranno scegliere 2 vie: l'approccio logorante, colpendo lo scafo con le postazioni missilistiche, o l'azione viva, entrando nella navicella nemica (con l'aviazione o con speciali capsule), distruggendo i 4 terminali di controllo e, infine, colpendo il reattore che innescherà una reazione a catena.
A questo punto si avrà circa un minuto per scappare e salvare la pelle, decisamente un azione alla James Bond.
Come si evince la complessità di questi meccanismi non consento di fraggare casualmente a zonzo per la mappa, ma obbligano a una certa componente tattica: le classi e l'esperienza non fanno altro che dare un certo ordine di priorità, potendo gestire più facilmente l'azione e consentendo a chi comanda di scegliere gli uomini giusti per specifici compiti.

Sul campo di battaglia la tecnologia si è evoluta non poco, oltre ai già citati carri a celle troveremo mezzi di supporto che lanceranno missili stile Katiushia, piccole jeep, postazioni anti aeree, tutti rigorosamente mantengono lo stile di guida di Battlefield 2, con una minore incidenza dell'aviazione.
Ma i veri protagonisti sono loro, i Mech, in grado di diventare devastanti e protetti da contromisure passive.
Molto simpatici anche gli impulsi elettromagnetici che renderanno inutilizzabili, per qualche secondo, i mezzi: se ben combinati possono diventare mezzi devastanti, sottolineando ancor di più la natura organizzativa del titolo.
Anche il gameplay si differenzia molto dalla zona aperta, in cerca di postazioni missilistiche da conquistare, agli stretti corridoi della nave, dove vivranno battaglie in stile guerre stellari, con la possibilità di usare mitragliatrici automatiche su trepiedi e in cui il soldato singolo diventerà il protagonista.

Battlefield 2142 utilizza lo stesso identico sistema di visualizzazione del precedente capitolo, fa largo uso di shaders (che ad inizio partita ottimizza automaticamente), ma presenta scenari che talvolta, pur mantenendo un elevato dettaglio di prossimità, tendono a costruire la scena un po' troppo marcatamente, anche al massimo livello di dettaglio.
La fluidità, con un giga di ram, è più che discreta su schede di fascia media (x1600 pro, 7600 gs) anche abilitando qualche filtro.
Stilisticamente ci troviamo di fronte a una predominanza di grigi e bianchi, con mappe che vedono città decadenti, o battaglie in complesse località africane dove si nota una certa variabilità di zone, nel complesso la caratterizzazione ci pare riuscita e lo stile trasmette una percezione visibile di fredda tecnologia.
Il sonoro, ottimamente implementato, che supporta X-fi di creative per rendere al meglio, offre musiche ed effetti di eccelente qualità.

La registrazione obbligatoria per poter usufruire di un servizio non è una novità certamente, nemmeno le pubblicità in un videogioco, ma che la registrazione sia un pretesto per adattare le pubblicità di un prodotto a seconda delle nostre preferenze, crediamo sia una pratica all'esordio nel mondo dei videogiochi.
Battlefield 2142, infatti, è in grado di recuperare informazioni anonime riguarda alle preferenze dell'utente, monitorando i siti visitati e adattando tali dati per scegliere la pubblicità in game più attinente ai gusti personali.